UN FILTRO DENTRO LA BOMBOLA

Inviato da LuigiFabbri il Sab, 02/01/2025 - 20:25

Nel 1960 la ditta francese H. Broussard, agente generale de La Spirotechnique, lanciò sul mercato presentandolo come una grande novità un filtro da montare all'interno delle bombole, fissato al termine del tubetto di pescaggio. Sappiamo che questo tubo corto e sottile scende per un breve tratto dalla rubinetteria alla quale è innestato, è chiuso sul fondo ed ha un foro laterale. La sua funzione è quella di prelevare l'aria lontana dalle pareti della bombola, evitando che possano entrare nella rubinetteria particelle di ruggine o altro anche quando la bombola è capovolta.

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Il sistema si è sempre dimostrato valido, ma per essere certi di non far finire nei polmoni attraverso la respirazione nemmeno le più piccole impurità ci voleva qualcos'altro. Ed ecco che il duo Cousteau-Gagnan propose all'epoca uno speciale filtro micrometrico, basato sul principio del separatore di fluido che equipaggiava il "notissimo filtro tipo Marine 57 noto in tutto il mondo". Il filtro, in grado di trattenere le impurità provenienti dall'ossidazione dei metalli, garantiva di evitare le infezioni polmonari, l'ostruzione dei rubinetti, il deterioramento degli erogatori. Lo dichiarava la pubblicità di Broussard nella locandina di presentazione inviataci da Roberto Baraldi. Sarà stato vero ma non risulta che abbia avuto un grande successo, nemmeno in quegli anni lontani in cui la ruggine all'interno delle bombole era cosa normale.

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