Un tempo non c'erano le mute in neoprene espanso, infatti tale materiale fu una novità del 1951 inventata dall'americano Hugh Bradner. La Spirotechnique ebbe per prima l'idea di utilizzarlo per confezionare le mute subacquee aderenti, che sostituivano finalmente quelle stagne senza valvole in gomma telata. Le quali avevano una vestibilità tipo sacco e comfort pari a zero, dato che non si potevano compensare e dopo pochi metri di discesa cominciavano a fare un male cane stringendosi sul corpo. Per cui gli apneisti, allora tutti cacciatori armati di fucile, ne stavano alla larga e ricorrevano a spessi maglioni di lana infeltrita che erano qualcosa meglio di niente.
Poi qualcuno pensò alle foche e ai gelidi mari artici in cui vivono benissimo, protette dal freddo terribile di quelle latitudini dal loro spesso strato di grasso. Ed ecco l'idea di preparare per i sub una crema grassa, viscosa e appiccicaticcia da applicare in abbondanza su tutto il corpo come una sostanza isolante alternativa all'adipe naturale. Il concetto a grandi linee era giusto, ma uno o due millimetri di crema non potevano in ogni caso ottenere il risultato di uno spessore di quattro dita di grasso corporeo. Per cui la "Foca" dopo un certo successo iniziale finì nel dimenticatoio.
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