L'apparecchio è comparso in alcune pubblicità nella seconda metà degli anni "80, quando pare fosse in vendita in Germania e in Giappone. Non se ne sa altro, né chi lo produceva né dove. E neppure se voleva sembrare una cosa seria o se era un'aperta presa in giro. Vediamolo.
Sub con il Divemate indossato |
Il Divemate nelle sue componenti |
Sul petto si indossa con l'apposito imbrago un grosso cilindro all'interno del quale alloggia un involucro floscio in plastica, mentre il coperchio che chiude in alto il cilindro è dotato di due bocchettoni con raccordi a vite. Dall'attacco di sinistra parte una manichetta lunga 6 metri, la cui estremità è tenuta a galla da un regolare palloncino segnasub ed è munita di valvola di non-ritorno. A destra invece si connette il breve tubo corrugato dotato di boccaglio per la respirazione. Dalla base aperta del cilindro escono due lunghe cinghie da fissare ai piedi.
Lo schema di funzionamento prevede che il sub nuoti a rana, non si sa se privo di pinne come nei due disegni esplicativi o indossando le pinne come nella foto pubblicitaria. Quando le gambe sono in fase di distensione le cinghie portano all'allungamento dell'involucro, da cui deriva al suo interno una depressione che aspira aria dalla superficie, gonfiandolo. Non è specificato se vi sia una valvola che impedisca in questa fase di risucchiare l'aria anche dalla bocca dello sfortunato sub. Nella fase successiva, quando le gambe sono in fase di raccolta, il sub inspira l'aria dall'involucro il quale, schiacciato dalla pressione ambiente, si ritira all'interno del cilindro pronto per il ciclo successivo. Ovviamente il nuoto a rana deve essere continuo, senza interruzioni e cadenzato con la respirazione del sub.
Fase di aspirazione dalla superficie |
Fase di inspirazione del sub |
In pratica il sub non può stare mai fermo a meno di non rimanere in apnea, cosa difficile visto il continuo sforzo precedente per azionare la "pompa" dell'aria. Non può posarsi sul fondo a riposare; non può tenere nulla in mano visto che mani e braccia sono impegnate nel nuoto a rana. Non può scendere oltre il 6 metri concessi dalla manichetta, profondità alla quale deve risultare già difficile "pedalare" con sufficiente energia per fornire aria alla pressione di 1,6 bar ai propri polmoni, tantopiù che non si ha un punto di appoggio fisso.
A chi mai potrà essere venuto in mente di immergersi con un tale apparato più fantasioso che tecnico?
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