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GENNAIO 2020

Iniziamo con gennaio a pubblicare un elenco di quanto è stato aggiunto al sito nel mese in corso, in modo che sia possibile individuare immediatamente cosa c’è di nuovo. Da febbraio gli aggiornamenti saranno in tempo reale.

PUBBLICATI QUESTO MESE

ATTREZZATURE COMPLEMENTARI :  Technisub Phonar
EROGATORI
 Aga Tm 3300 
FUCILI:  
➤ Technisub Pulce 40 serie personalizzata ➤ Copino 1962 Galeazzi Comet   Mares Spring  ➤ Mares Juni  
LAMPADE:   
➤ Technisub Iodin
MASCHERE
➤ Bitmarine Clipper Sea Nynph   Cressi Sub Medusa 2 prima e seconda serie 1951
REBREATHERS:
➤ Fenzy/La Spirotechnique Oximix 3C
CATALOGHI COMPLETI:   
➤ Mares Catalogo 1970    Mares Catalogo 1969
PARLIAMO DI
➤  MASCHERE VISIONARIE - nascita e sviluppo delle grandi maschere che comprendevano la funzione di erogatore, quali la Scubapro Visionaire e la Galeazzi Tricheco

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DICEMBRE 2019

TRA STORIA E LEGGENDA
IL CRISTO DEGLI ABISSI

1938 – Un bagnino, un “fanatico” del mare, un ragazzo.
Niente pinne, una maschera ricavata da un pezzo di camera d’aria, un “coppo”.
Scendono sott’acqua in qualche modo a recuperare i pesci vittime dei bombaroli. Non lo sanno, ma sono tra quelli che stanno inventando la subacquea.
Poi Duilio Marcante (il bagnino) si impegna a migliorare e codificare le prime tecniche d’immersione, Egidio Cressi (il fanatico) costruisce i primi fucili artigianali e la prima vera maschera, Dario Gonzatti (il ragazzo) concepisce un qualcosa simile ad un futuro erogatore con l’idea di applicarlo ad una bombola di aria compressa.
La guerra interrompe tutto.
1946  - Pensano che la strada giusta sia quella degli apparecchi ad ossigeno usati dagli incursori dei “maiali” (Ferraro, De La Penne e i loro colleghi) e abbandonano l’idea dell’aria compressa.
Marcante idea, Cressi costruisce, Gonzatti prova. Nasce l’Aro sportivo, ma non conoscono i suoi limiti. Davanti a San Fruttuoso, Dario Gonzatti risale esanime da un’immersione con l’ossigeno a -42 metri.
È il 21 settembre 1947.
Era stata un’estate memorabile, fatta di pescate favolose, di scoperte, di invenzioni geniali.
Al ritorno dal funerale, per meglio onorare l’amico fraterno Marcante si tuffa nelle acque della tragedia e lì concepisce l’idea del Cristo degli Abissi.
Ora il Cristo è là, a memoria di un precursore, a gloria di quanti nel Mare e per il Mare hanno sacrificato la vita. È stato fuso in bronzo di provenienza significativa – parti di relitti sommersi, campane di navi, medaglie di marinai e di atleti – donato da chi conosce il Mare.
È là dove fu calato sul fondo il 29 agosto 1954 tra le urla delle sirene delle navi intorno, tra le corone di fiori gettate in acqua, con le braccia alzate che sembrano invocare quella superficie che molti, troppi, non hanno più raggiunto.
Luigi Fabbri – settembre 1977

La statua in bronzo del Cristo degli Abissi, opera dello scultore genovese Guido Galletti, è alta 2,5 metri ed è saldata ad un basamento di cemento armato del peso di 90 tonnellate, a sua volta cementato al fondo. È immersa di fronte alla punta di levante della baia di San Fruttuoso in Liguria e la sua testa si trova a 12 metri sotto la superficie.

 

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