Curiosità e Stranezze

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Luglio 2021

NOVITÁ  -  "Curiosità e Stranezze" è ora suddiviso in due sottomenu, con l'indice dei mesi e l'indice dei titoli pubblicati.

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LO DICEVA COUSTEAU  -  Nel leggere una frase come questa si è subito portati a pensare al concetto di subacquea  che l’americana Padi cercava di esportare in Europa negli anni “80

L’immersine subacquea è uno sport ideale per famiglie. Non si può più considerarlo uno sport riservato esclusivamente a professionisti o avventurosi “supermen”: è un’attività ricreativa emozionante alla portata di qualsiasi individuo medio.

Invece no, tutto il contrario. La frase esprimeva il concetto di subacquea che il francese Jacques Yves Cousteau aveva esportato in America oltre vent’anni prima, infatti era pubblicata sul catalogo della U.S. Divers del 1958. Come eravamo lontani dall’America in quei tempi noi europei, noi italiani!

 

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Giugno 2021

L’ANTICA CRESSI SUB – SEDI STORICHE E MARCHI

Sembra che il primo nome e il primo indirizzo dell’attuale Cressi Sub sia stato quello riportato sulla fattura di un fornitore datata marzo 1941, intestata alla “Spett. Ditta Rag. Cressi Antonio Egidio – Via Monte Zovetto, 26/7 – Genova”. In base alle documentatissime ricerche di Franco Martini, sappiamo che nel 1943 il nome cambia in “Il Pescatore di Cressi Antonio” e tale resta fino al “49, quando diventa “Il Pescatore Subacqueo-Cressi” con sede in Corso Torino, 38 – Genova, come attestano le scritte sui fucili prodotti in quell’epoca ed anche una delle prime pubblicità dell’azienda, diventata notissima nel ristretto ambito sub di quei tempi.   

Cernia Sport prima serie 1944
Il Pescatore - Genova

Jolly in plastica 1955
Il Pescatore Subacqueo - Genova
Saetta B Extra 1964
Cressi Sub - Genoa

Quello di Corso Torino è un indirizzo famoso, considerando che da quel portone si entrava nel siminterrato dove venivano costruiti artigianalmente i primi fucili sub col nome Cressi. Da qui, soprattutto, entrava Duilio Marcante come addetto ai fucili e poi Luigi Ferraro, diventato consulente e progettista delle pinne Rondine e della maschera Pinocchio.

pubblicità Cressi 1949 l'ingresso di corso Torino, 38

Nei primi anni “50 nuovo trasferimento, questa volta in via Majorana, 9 a Genova-Quinto dove Cressi resterà molti anni prima di passare nella grande sede attuale di via Adamoli, 501 lungo il Bisagno.
Il marchio resta invariato fino a metà anni “60, quando si semplifica in “Cressi-sub – Genoa” come riportato ad esempio sul fucile Saetta B Extra. Da notare il nome “Genoa” che spesso si alterna nelle scritte sui fucili al moderno “Genova”.

L'immagine qui sotto riporta la rastrelliera di fucili di Egidio Cressi con a fianco le sue note. Nella prima si legge “fucile a molla con impugnatura di rivoltella Glisenti” (era il suo personale); nella seconda è scritto “fucile già di Gonzatti poi di Reinberg che è prototipo del Cernia Sport”; in basso la freccia indica la “macchinetta avvolgi molle”.

 Cressi's rack

 

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Maggio 2021

LA CANNA OTTAGONALE DEI FUCILI ZANGI

Ci si resta quasi male quando si scopre solo dopo decenni una particolarità unica in un fucile famoso. Di recente, il fortunato possessore di una doppietta Zangi a molla, l'Hunter 2 da 180 cm con le due leve dei riduttori di potenza, ha pubblicato su un social una foto del suo invidiabile pezzo. L'occhio attento di Vittorio Carta Mantiglia, espertissimo del settore, ha notato un cartellino che ancora pendeva dall'impugnatura ed ha ingrandito la foto per leggerlo. Il breve testo mette in risalto la sezione interna ottagonale della canna, pensata per ridurre gli attriti. Mai visto altre canne con tale caratteristica. Inevitabile un'immediata verifica sull'Hunter 1 appeso al muro in buona compagnia. Svitata la canna e sfilata dalla lunga molla, ecco chiarissima la sezione interna ottagonale. Più unica che rara.

 

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Aprile 2021

LE MUTE STAGNE IMPOSSIBILI

Le storiche mute stagne in foglia di gomma senza valvole, quindi non compensabili e causa di dolorosi "abbracci" scendendo anche di pochi metri, eravamo abituati a vederle sui testi di una volta in due pezzi, sigillate in vita tra giacca e pantaloni da uno speciale cinto a sormonto che ne garantiva la tenuta. Ora, nella sezione inaugurata da poco su questo sito riservata appunto alle mute stagne, stiamo pubblicando modelli quanto meno sorprendenti di Paesi lontani dalla vecchia Europa.
In particolare, stiamo ricevendo documentazioni di mute americane degli anni "50 del secolo scorso in cui si "entra" dal davanti, attraverso una specie di tubo o tunnel. Non è dato sapere con quali contorcimenti si riusciva a farvi passare tutto il corpo. Poi il "tubo" veniva attorcigliato e reso a tenuta legandolo con un elastico, ficcando alla fine all'interno il groppo risultante. A rendere il tutto ancora più incredibile è lo scoprire che così insaccati, simili a salsicce, alcuni si tuffavano baldanzosi armati di fucile per cacciare in apnea.
Una muta di questo tipo, un modello immaginiamo pensato per l'estate, è addirittura una specie di pagliaccetto stagno ma con le maniche corte e le braghette sopra il ginocchio. Un'assurdità esistita davvero, come mostreranno le schede tecniche del prossimo mese.

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Marzo 2021

I MISTERI DI UNA FOTO: L'ARO SCONOSCIUTO E IL FUCILE IMPOSSIBILE - Da "Mondo Subacqueo" del 1950

Scansionando la famosa rivista in numero unico "Mondo Subacqueo" del 1950 (> Scritti e Immagini di Storia Sub) mi ha incuriosito questa fotografia di Egidio Cressi.  Notate le sue stranezze, l'ho ingrandita su Photoshop e le "stranezze" si sono dimostrate almeno tre. La prima è che si tratta evidentemente di un fotomontaggio maldestro, con il quale all'immagine di sinistra si è voluta sovrapporne un'altra con la grossa cernia tenuta in verticale da un braccio troppo lungo e leggermente disassato, dimenticandosi di eliminare quella brutta fascia orizzontale.
Poi c'è il dilemma fucile, irreale per come appare. Ho chiesto aiuto allo specialista Vittorio Carta Mantiglia e concordo con la sua ipotesi che si tratti di un classico fucilone a molla parzialmente coperto da un altro più corto, probabilmente il prototipo di un Mignon a elastici interni che sarà a catalogo un anno dopo.
Infine la domanda più importante: cos'è quello strano Aro con i due tubi in alto che finiscono in una sorta di marsupio dietro al collo?  Assomiglia tanto al modello CF-49, unico Aro noto della Cressi Sub col doppio filtro, ma su quello non c'era traccia del proseguimento superiore. Poi, tornando a spulciare i cataloghi della Casa, lo abbiamo trovato nell'edizione del 1952, dove era passato quasi inosservato dato che aveva lo stesso nome del precedente CF-49. Ma perché compariva solo in quell'anno? Che fine aveva fatto? Qui ci sono volute la grande esperienza e le capacità di ricercatore di Maurizio Baldinucci, che in pochi giorni ha scoperto tutto. La verità era in America. Si tratta del Cressi Lung, un prototipo basato proprio sul CF-49 integrato dal sacco-polmone dietro la nuca, come si può vedere nelle immagini della scheda tecnica. Era stato proposto alla US Navy ma non aveva superato il test del Nedu (Navy Experimental Diving Unit), così se ne era perso il ricordo.

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Febbraio 2021

IL PESCE PIÚ VECCHIO DEL MONDO  --  Da "Mondo Subacqueo" del 1950
"È molto difficile dire con sicurezza quale età possono raggiungere i pesci. Di una piccola famiglia di ghiozzi, l'Aphya pellucida, si sa con certezza che vive solo un anno. Estese ricerche fatte nel Mediterraneo non hanno fatto trovare finora sardine oltre i due anni di età. Dalle osservazioni fatte sulla rapidità dell'accrescimento, si deve concludere che taluni esemplare che raggiungono dimensioni colossali, abbiano varie centinaia di anni sul groppone.... Il celebre naturalista del secolo XVI, Corrado Gesner, nella sua Storia degli animali, parla di un luccio di Keyserweg che contava duecentosessantasette anni. Ciò si poté calcolare da un anello che portava quell'animale, ove trovavasi incisa in greco questa iscrizione: "Io sono il pesce pel primo fui messo in questo lago, dalle mani del padrone dell'universo Federico II, il 5 ottobre 1230". Recenti studi hanno appurato che è possibile conoscere l'età dei pesci dalle squame".

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Gennaio 2021

EROGATORE CG/45  -  L'erogatore CG/45 de La Spirotechnique ha iniziato ad essere commercializzato nel 1946 e la sua prima versione, decisamente rara, si distingue immediatamente per due appariscenti differenze. La prima riguarda l'assenza della placca con riportato il nome del fabbricante e l'indirizzo: al suo posto c'è soltanto il numero di matricola inciso direttamente sul retro del corpo, vicino alla brida. La seconda differenza è nel gruppo del boccaglio, qui costituito da un semplice tubo metallico ricurvo liscio sul quale è applicato il boccaglio vero e proprio. Solo nel "47 uscirà il modello con la placca e il gruppo boccaglio lineare con le ghiere per il serraggio dei tubi (dal sito web Spiro-Vintage).

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MUTE STAGNE  -  Il prossimo mese inaugureremo una nuova sezione dedicata alle mute stagne storiche. Osservando i tanti modelli prodotti in foglia di gomma fino a metá anni "60 sorge una domanda: per quale motivo nei primi 25 anni sono state prodotte prive di valvole, ossia senza la possibilità di compensarle, con i notevoli inconvenienti che ne derivavano? ­­Finito il tempo degli Aro, possibile che nessuno ci abbia pensato nemmeno negli anni "50 quando già esistevano i giubbotti di emergenza, gonfiabili all'inizio con l'aria compressa di un bombolino poi con un raccordo all'erogatore? C'era solo qualche muta con un tubicino sul petto che serviva a scaricare l'aria intrappolata all'interno prima di immergersi per evitare che si formassero sacche rigonfie sul collo; in alcuni casi serviva  certamente anche a immettervi dell'aria a bocca.  Ad un certo punto per qualcuna si parla di collegamento con il sistema di respirazione, cosa quanto mai nebulosa. Possibile che la prima ad applicare le valvole di carico e scarico sia stata la Poseidon con la sua Unisuit in neoprene addirittura nel 1968? Qualcuno ha informazioni diverse al riguardo? Scriveteci!

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Dicembre 2020

LA MODA DEL BIANCO  -  Poche cose tra le attrezzature sub sono state prodotte di colore bianco, una che viene in mente è la maschera Rio del 1969 della Technisub e qualche accessorio, null'altro. Invece in America c'era un'azienda che già nel 1964 produceva pinne e maschere solo di colore bianco, bianco che tra l'altro faceva risaltare la tonalità ambra del vetro con cui le maschere erano fornite di serie. Come si vede nel catalogo della Globe Riviera in pubblicazione questo mese nella sezione Cataloghi Completi.  


MASCHERA AMERICANA
Nel 1959 la U.S. Divers proponeva per lo snorkeling una maschera complicatissima con testiera a tre punti, dedicata a chi voleva proprio tutto. Comprendeva infatti uno snorkel centrale rivolto all'indietro per la respirazione nasale ed un secondo snorkel a destra per la respirazione dalla bocca. Quest'ultimo si innestava in quello centrale  vicino alla valvola, la quale garantiva perfetta tenuta in qualsiasi posizione. Si può vederla a pag. 14 del catalogo "Divemaster" di quell'anno.


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Novembre 2020

(DA REX HEVEA) - (No english translation)

CROCIERE SUB 1954
Per i tre mesi del dell'estate 1954 viene organizzata una serie di crociere private nelle località più pescoso dell'arcipelago toscano e della Sardegna, per piccoli gruppi di pescatori subacquei appassionati della vita avventurosa sul mare.
Le crociere vengono effettuate con una moto barca cabinata capace di ospitare un massimo di sei persone, particolarmente attrezzata per tale impiego.
A seconda del numero dei partecipanti e della durata di ciascun turno, vengono stabilite le quote (a titolo di partecipazione alle spese di vitto, alloggio, servizi, carburante e noleggio del mezzo).
Ciascun crocerista porta le sue attrezzature personali per la pesca; può usufruire anche dei mezzi disponibili a bordo, il cui uso addestra, se desiderato, un istruttore di categoria nazionale. Il primo turno, dal 21 al 30 giugno compresi, attende il primo gruppo di subacquei per la "battuta di apertura": non tardate! Maggiori chiarimenti e particolari si possono ottenere rivolgendosi alla redazione di pesca sport (Galleria Mazzini n. 7/4, Genova).

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CENTRO SUBACQUEO di NERVI 1954
Sotto gli auspici dell'azienda autonoma di soggiorno e con la collaborazione dell'assessorato al turismo e dell'ente provinciale turismo di Genova vengono organizzati:
- Corsi settimanali dal lunedì al sabato nei mesi estivi
- Lezioni di nuoto, immersione e caccia subacquea
- Corsi per autorespiratori a ossigeno e ad aria
- Immersioni e battute di caccia nelle località pescose della Riviera: Portofino, Camogli, Sestri Levante, Monterosso, ecc.
- Le prime lezioni per principianti saranno effettuate allo stabilimento "Bagni Scogliera" in Nervi; in caso di cattivo tempo alle "Piscine Comunali" di Albaro.
          Partecipate nel quadro dell'organizzazione Herbelein-Marcante-Hotel Savoia Beeler ai Corsi del Centro Subacqueo di Nervi!
         Conoscerete il meraviglioso mondo sommerso che ben pochi prima di voi hanno violato! 

Fascinose immersioni nell'irreale scenario sottomarino.

L'ansia dell'avventura.

Le emozioni della caccia subacquea.

La gioia e lo stupore della scoperta vi attendono.

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Ottobre 2020

ERRORI NEL CATALOGO CRESSI 1952

Attenzione! A pag. 13 del catalogo c’è un evidente refuso nella composizione tipografica, tanto che il funzionamento del fucile Excelsior a molla ad estensione (o distensione) appare fuorviante e tecnicamente incompatibile. Invertendo invece un paio di paragrafi ecco risolto il problema e tutto risulta chiaro, per cui riscriviamo la pagina come dovrebbe essere:

"Anche questo fucile viene costruito nei due tipi: Cernia (intero) e Cernia Sport (smontabile). Particolare di grande pregio, che lo pone su un piano di superiorità rispetto ad armi simili è l’avere introdotto la congiunzione tra canna e molla in coda alla stessa anziché alla bocca del fucile. Ciò al momento dello sparo evita il contraccolpo dato dalla massa della molla che torna in posizione di riposo. Il ritegno è qui realizzato da una asticciola interna fissata al fondo del fucile che dopo lo sparo trattiene la molla all’estremità posteriore, cosicché, rispetto a questo punto di trattenuta la massa della molla rimane avanti e può liberamente sfogarsi, fuoriuscendo parzialmente dalla canna e dando luogo ad un ammortizzamento dolce e senza scosse.
Altra qualità di quest’arma è la dolcezza del congegno di scatto, costituito da un originale sistema meccanico che pur realizzando un aggancio della molla oltremodo sicuro, non risente affatto della grande potenza della stessa e permette lo sparo con una lieve pressione dell’indice.
Nella gamma dei fucili potenti a molla vai infine compreso l’Excelsior. Si differenzia dagli altri per avere la molla a distensione anziché a compressione.
È noto come con questo principio si raggiunga un certo vantaggio nel caricamento in quanto lo sforzo richiesto è solo lievemente superiore alla reale potenza della molla.
Data la caratteristica di grande elasticità della molla, nel caricamento dell’Excelsior è più facile ottenere lo scopo con uno scatto unico anziché a sforzi successivi come avviene in genere con altri fucili."

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BREVETTI DI ATTREZZATURE STORICHE  
​L'erogatore Cristal Explorer di Bonnec & Gautier

 

Settembre 2020

LE ORIGINI DELLA CACCIA SUBACQUEA
dal catalogo Cressi Sub del 1952

“Dove, quando e come sia iniziato l’esercizio della caccia subacquea, può essere riconosciuto senza contrasti, se ci si richiama ai tuffatori polinesiani, che si immergono con un pugnale o con un rampino fissato all’avambraccio, e dai pescatori giapponesi, che inseguono i pesci nel loro elemento armati di una lunga lancia sottile, e si considerano i progenitori del giovane sport che si è così clamorosamente affermato in quest’ultimo decennio.
Meno facile è però stabilire una priorità in fatto di esercizio della caccia subacquea intesa appunto come sport. Se è vero che sulle coste dell’Istria gli italiani dettero la prima idea anche al pioniere austriaco Hans Hass, è certo che le prime attrezzature perfezionate vennero costruite in Francia e che sulla Costa Azzurra lo sport subacqueo cominciò a diffondersi, dilagando poi, quasi immediatamente, sulla riviera ligure e sulle coste spagnole.
Gli stessi progressi ed i perfezionamenti raggiunti sia nelle attrezzature che nel settore tecnico- scientifico, tanto nella documentazione foto-cinematografica quanto nella produzione artistico- letteraria, così nel campo agonistico come in quello associativo, mostrano chiaramente che la Francia e l’Italia sono all’avanguardia e che ad esse si deve se, in tempo relativamente breve, lo
sport della caccia subacquea ha conquistato il mondo”.

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   IL “FAI DA TE” AI TEMPI DELLA SUBACQUEA STORICA – 4°

Continuiamo la pubblicazione di alcune pagine di riviste italiane e straniere degli anni "50 e "60 del secolo scorso, una finestra sulle pratiche di vita e di costume degli ancora rari sub di quei tempi, sulla loro inventiva e capacità di costruirsi in casa oggetti difficili da trovare o troppo costosi.
Il numero di febbraio 1959 della pubblicazione inglese "Newnes Practical Mechanics" insegna come costruirsi una muta stagna. La stessa cosa si trova nell’italiana “Sistema A” di agosto dello stesso anno in un articolo non identico ma molto simile. Accordi commerciali o cosa? 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Agosto 2020

 

IL “FAI DA TE” AI TEMPI DELLA SUBACQUEA STORICA – 3°

Continuiamo la pubblicazione di alcune pagine della rivista “Sistema A” degli anni “50 e “60 del secolo scorso, una finestra sulle pratiche di vita e di costume degli ancora rari sub di quei tempi, sulla loro inventiva e capacità di costruirsi in casa oggetti difficili da trovare o troppo costosi.
Il numero di aprile 1952 insegna a realizzare in proprio un fucile a molla, quindi la fiocina o l’arpione con cui armarlo.
Grazie a Marco “Willy” Guglielmino per averci messo a disposizione la sua raccolta di riviste specializzate.

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Luglio 2020

IL PRIMO TITOLO (A) È DEDICATO ALLE ATTREZZATURE STORICHE, IL SECONDO TITOLO (B) RIGUARDA IL "FAI DA TE"  DELLA SUBACQUEA DEGLI ANNI 1950-1960

 

 A) BREVETTI DI ATTREZZATURE STORICHE - Le pinne Cressi in fibra 

Proseguiamo con la pubblicazione degli estratti dei documenti di brevetto di alcune attrezzature storiche. Questo mese presentiamo il brevetto della ditta Cressi Sub relativo alle sue pinne in fibra del 1994.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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B)  IL “FAI DA TE” AI TEMPI DELLA SUBACQUEA STORICA – 2°

Pubblichiamo questo mese alcune pagine delle riviste “Sistema A” del 1960 e 1962, una finestra sulle pratiche di vita e di costume degli ancora rari sub di quei tempi, sulla loro inventiva e capacità di costruirsi in casa oggetti difficili da trovare o troppo costosi.
La Rivista d 1960 insegna a realizzare in proprio un fucile a elastici particolare, mentre nel numero di agosto 1962 si impare a ricavare una maschera subacquea da una maschera antigas, residuato bellico a quei tempi comunissimo.
Un particolare ringraziamento a Marco “Willy” Guglielmino per averci messo a disposizione la sua raccolta di riviste specializzate italiane e straniere

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Giugno 2020

NOVITÁ DI QUESTO MESE: IL PRIMO TITOLO (A) È DEDICATO ALLE ATTREZZATURE STORICHE, IL SECONDO TITOLO (B) INAUGURA IL "FAI DA TE"  DELLA SUBACQUEA DEGLI ANNI 1950-1960

 

 A) BREVETTI DI ATTREZZATURE STORICHE - L'EROGATORE COLOMBO

Proseguiamo con la pubblicazione degli estratti dei documenti di brevetto di alcune attrezzature storiche. Questo mese presentiamo il brevetto della ditta Colombomatic relativo al suo bellissimo erogatore.
 

 

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B)  IL “FAI DA TE” AI TEMPI DELLA SUBACQUEA STORICA – 1°

Pubblichiamo questo mese alcune pagine dei “Quaderni di Il Sistema A" del 1958 e delle riviste “Sistema A” del 1961, una finestra sulle pratiche di vita e di costume degli ancora rari sub di quei tempi, sulla loro inventiva e capacità di costruirsi in casa oggetti difficili da trovare o troppo costosi.
Nei Quaderni del 1958 vediamo come si costruiva un aggeggio per stanare i pesci, oggi proibito e inorridente; poi ci sono i progetti per zavorrare le enormi maschere tonde di allora, per costruirsi un arpione ed altre cose.
La rivista del 1961 insegna invece a realizzare in proprio addirittura uno scooter subacqueo, mezzo a quei tempi rarissimo. 
Un particolare ringraziamento a Marco “Willy” Guglielmino per averci messo a disposizione la sua raccolta di riviste specializzate italiane e straniere

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Maggio 2020

BREVETTI DI ATTREZZATURE STORICHE

Proseguiamo con la pubblicazione degli estratti dei documenti di brevetto di alcune attrezzature storiche. Questo mese presentiamo un brevetto della ditta Cressi relativo a pinne famose.

PINNE RONDINE

 


 


 

Aprile 2020

BREVETTI DI ATTREZZATURE STORICHE

Proseguiamo con la pubblicazione degli estratti dei documenti di brevetto di alcune attrezzature famose. Questo mese presentiamo il brevetto dell'ing. Carlo Alinari relativo al fucile idropneumatico proposto in diverse soluzioni esecutive: in particolare, quelle adottate per la realizzazione dell'Hydramatic della Sos e della serie degli Hydra di Alcedo.

FUCILI IDROPNEUMATICI
 

 

Marzo 2020

BREVETTI DI ATTREZZATURE STORICHE

Il riordino e la parziale conversione in digitale dei vari archivi cartacei, in cui per decenni si sono depositati gli incartamenti relativi ai tanti settori di cui ci si è interessati si è dimostrata impresa improba, la cui fine appare sempre più nebulosa. A dare il coraggio per continuare è la scoperta, ogni tanto, di qualcosa di particolarmente interessante di cui ci si era del tutto scordati. È il caso di un imbarazzante fascio di carte in cui mi sono imbattuto, voluminoso e anonimo. Una volta riordinato, i tanti fogli si sono rivelati copie dei documenti originali con cui furono brevettate alcune attrezzature famose e ormai storiche. In queste pagine verranno riportati i brevetti più interessanti, iniziando questo mese con la Pinocchio, la mitica maschera della Cressi Sub, seguita dalla cugina Granfacciale.
L. F.

MASCHERA PINOCCHIO  

 

 

 

 


 

MASCHERA GRANFACCIALE

 
 
 

 

Giugno 2019

SENZA CERTEZZE  -  Leggendo ovviamente si impara, ma qualche volta capita di doversi ricredere su quelle che si ritenevano certezze assolute. O quanto meno sorgono dei dubbi.
Erogatore a singolo tubo  -  Ad esempio, è noto a tutti che il primo erogatore a singolo tubo lo inventò l'australiano Ted Eldred il quale lo mise in commercio nel 1952 col nome di Porpoise. Invece no, dobbiamo ricrederci: adesso abbiamo imparato che quel primato appartiene all'americano E.R. Cross col suo Sport Diver del 1949. Ce lo ha riferito Maurizio Baldinucci nell'articolo "Storia e sviluppo dell'erogatore a singolo tubo" presente su questo sito nella rubrica Parliamo di. Approfondiremo l'argomento in un prossimo suo articolo al solito documentatissimo.
Macchina fotografica anfibia - Credevamo anche che la Calypso Phot, poi divenuta Nikonos, sia stata la prima macchina fotografica anfibia, scaturita da un'idea geniale di Cousteau e realizzata dal belga Jean de Wouters per La Spirotechnique nel 1961. In anni recenti pensevamo di avere scoperto che il primato dell'invenzione spetta invece all'austriaco Schaefer, il quale aveva realizzato un'anfibia effettivamente funzionante nel 1958 dedicata alla macro, purtroppo rimasta a livello di prototipo ed ora esposta in una vetrina dell’Aquazoo-Löbbecke Museum di Düsseldorf. Adesso "scopriamo" che negli Usa era commercializzata  l'Aqua-Cam della Eastern Scuba Supply addirittura nel 1954, la si può vedere in questo sito nella sezione Fotocinesub e nella collezione di Virginio Masera sul sito https://www.museosubacqueotorinese.com
Compensare  la maschera  -  Ancora, ci risultava che il progresso tecnologico per compensare gli occhialetti o la monogoggle, ossia l'occhiale a vetro unico che lasciava fuori il naso, fosse rimasto fermo alle antiche perette delle Ama fino al 1942, quando Maxine Forjod ebbe l'idea di comprendere il naso nel vano maschera divenuta rotonda. Rileggendo l'antico libro "Tra Squali e Coralli" di Hans Hass che narra delle sue avventure tra Curaçao e Bonaire nell'estate del 1939, pare invece che qualcuno avesse ideato una soluzione diversa già a quel tempo, dotando la monogoggle di un tubicino per soffiarvi aria con la bocca.

FUCILI INOX  -  Non è vero che gli unici fucili storici in acciaio inossidabile siano stati in Italia il Super Trident della Salvas del 1967 e il Vico Jet de Luxe della Mares proposto poco dopo, quest'ultimo nella versione inox solo su richiesta. La stessa Salvas infatti aveva reso disponibile nel 1966 il suo prezioso S-1 con canna e serbatoio inox. Tre pezzi che, tutti insieme, oggi farebbero la gioia di qualsiasi collezionista.

MASCHERE CON LE MOLLETTE  -  Mordem fu la prima nel 1961 a presentare una maschera rotonda con incorporata la molletta stringinaso ed è rimasta l'unica ad avere i comandi diretti della molletta passanti attraverso il vetro. L'idea è piaciuta alla Voit così nel 1962 ha presentato la 50 fathom diving mask, però molto diversa nell'esecuzione, infatti le mollette agivano dall'esterno su due piccole tasche interne ricavate nella parte bassa del facciale ai lati del naso. Stesso sistema per la grande Nemrod Max Vue a tre vetri, anche questa con le mollette passanti dall'esterno sotto al telaio per andare ad agire su due grosse protuberanze interne poste ai lati del naso. In pratica, sostituendo i vani per le dita che in altri modelli non tipo Pinocchio servono a raggiungere il naso da sotto.

 

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Marzo 2018

SCOOTER BACK-MOUNTED – L’Aquanaut SPU era uno scooter subacqueo da fissare posteriormente sotto alla bombola e si guidava con i movimenti del corpo, rimanendo quindi a mani libere. Il motore a due velocità poteva raggiungere le 4 miglia/ora. Il peso era di soli 12 Kg. Le sue caratteristiche ne facevano un mezzo adatto anche alla navigazione in superficie, mentre si rivelava ideale per i disabili. Con queste premesse lo aveva presentato nel 2000 l’americana Aquadyn Underwater Technologies e allora sembrava potesse avere un futuro, che fine avrà fatto?


QUANTE ATTREZZATURE  - Nella seconda metà degli anni "70 l'èra delle avventure e delle scoperte è ormai finita, in compenso si sta aprendo la stagione dei viaggi tropicali organizzati dedicati ai sub. Le attrezzature vanno alla grande, nascono di continuo nuovi marchi e nuovi prodotti. A fine 1978, in pieno boom della subacquea, la scelta è già imponente. Dando un'occhiata a cataloghi e almanacchi di allora, viene fuori che per il proprio equipaggiamento il mercato italiano metteva a disposizione, tra nuovi e ormai noti, un bel po' di modelli. I numeri, uno più uno meno, erano i seguenti: Aeratori (snorkel) 68 - Bombole 39 - Cinture di zavorra 24 - Coltelli 71 - Compressori 18 - Custodie fotocinesub  e macchine anfibie 62 - Erogatori 47 - Fucili 189 - Gav (anulari) 14 - Lampade 45 - Maschere 109 - Mute 118 - Orologi sub 19 - Pinne 51 - Profondimetri 78. Oltre ad una quantità impressionante di accessori.


LA SCUOLA PIÚ ANTICA
Luigi Ferraro, per conto della ditta Cressi e in collaborazione logistica con il Touring Club italiano, organizza nell'estate del 1948 un corso d'immersione a Marina di Campo, sull'Isola d'Elba: la prima scuola al mondo di subacquea. Sono con lui la moglie Orietta e Edmondo Sorgetti, quello dei Gamma e della pesca alle spugne: i soli autorespiratori su cui possono contare sono i loro personali residuati bellici, ossia i famosi Aro. L'Ara è infatti appena nato, l'erogatore di Cousteau prodotto da La Spirotechnique è ancora un prodotto raro e poco conosciuto. Dopo l'Elba Ferraro e i suoi si trasferiscono all'Isola di Ischia e nel 1950 è la volta delle allora quasi sconosciute Tremiti.
Quello alle Tremiti per giunta non è un corso di immersione come i precedenti dell'Elba e di Ischia, ma addirittura la prima crociera-scuola, svolta a bordo del motocutter Laura. 
La crociera-scuola ha un tale successo che nel 1951 è ripetuta nell'arcipelago Pontino tra Ponza, Zannone e Palmarola. Tutto questo e tanto altro sulla nostra storia si può leggere nel libro "Luigi Ferraro, un italiano" di Ninì Cafiero.

 


LA PRIMA CINEPRESA ANFIBIA
All'inizio degli anni "70 le custodie subacquee per cineprese sono già disponibili in molti modelli sia amatoriali che professionali e al top per qualità e prestazioni si pone una maestosa, inconfondibile scafandratura nera. E' la svizzera Bolex Paillard del 1971 dedicata alla prestigiosa cinepresa 16 mm della stessa storica Casa, la quale tra breve sarà acquistata dall’austriaca Eumig. Proprio quest'ultima diventerà presto regina del settore, presentando nel 1979 la prima cinepresa anfibia comparsa sul mercato. La sua storia è però tinta di giallo, infatti fu l'inventore Kurt Schaefer a idearla, presentando poi ingenuamente il suo progetto all'azienda che poco dopo mise in produzione l'anfibia: ma con il suo marchio e senza nulla riconoscere allo Schaefer, che in seguito le intentò causa per furto di progetto. Purtroppo per lui non ottenne mai nulla, poichè la Eumig dopo poco fallì.

Gennaio 2018

CRESSi - C'è un modello, forse un prototipo, del fucile FOLGORE a molla del 1958 con una notevole particolarità: un comando per regolare la sensibilità del grilletto. Sul lato sinistro dell'impugnatura sporge una vistosa leva in ottone con la quale, attraverso un rinvio interno e due molle di contrasto, si agisce su un pattino che va a premere sulla testa arrotondata interna del grilletto (Fucili > Cressi > Folgore).


SEA DIVING - Nel 1988 l'azienda di Gallipoli presentò una muta rivoluzionaria in neoprene che inglobava il gav, chiamata infatti UNIGAV. Sul petto e sui fianchi era in doppio strato per formare una camera d'aria, alimentata dalla bombola e dotata delle valvole di carico e scarico come nelle mute stagne. Non ebbe grande successo, sia per un certo impaccio che dava da gonfia, sia per la ridotta spinta positiva che riusciva a fornire.


EROGATORE RIVOLUZIONARIO -  L’Explorer Maior, presentato dalla Pirelli nel 1960, era il fratello maggiore del famoso Explorer Standard. Nelle promesse, utilizzandolo con l’aria doveva funzionare come un normale erogatore a circuito aperto, mentre col Nitrox o altre miscele si sarebbe trasformato in un originale circuito semichiuso, filtrando la CO2  attraverso una piccola scorta di calce sodata e riciclando il gas di respirazione. Inoltre, con l’ossigeno puro poteva lavorare esattamente come un Aro, ossia a circuito chiuso. Evidentemente alcune ingenuità di progettazione e qualche difetto di base gli hanno negato ogni successo, ma forse l’idea ispiratrice di quell’antico progetto, probabilmente sfociato solo in pochi esemplari di prova, meriterebbe di essere rispolverata.


IL PRIMO LIBRO -  Molti anni fa nella cabina del comandante Cousteau, sulla Calypso, c’era una copia di The Complete Goggler, di certo il primo libro che sia mai stato pubblicato sulla caccia subacquea. Lo scrisse nel 1938 il giornalista americano Guy Gilpatric, raccontando le sue avventure subacquee nel mare di Cap d’Antibes dove si era trasferito nel 1929. Si tuffava con occhiali d’aviatore modificati (il titolo del libro significa “Il perfettto occhialuto”) e una lunga lancia in mano, a terrorizzare le ingenue cernie che allora abitavano numerose quei fondali della Costa Azzurra. Un divertimento che divenne moda pochi anni dopo, quando le pinne inventate da De Corlieu inaugurarono l’epoca della subacquea moderna. Gilpatric ebbe un gran successo sociale e insegnò ad altri la sua arte, avendo tra i primi allievi l'austriaco Hans Hass. La storia è riportata in un altro libro divenuto prezioso: “L’Uomo sotto il mare” di James Dugan, edito in Italia da Garzanti nel 1957.


AQUA LUNG International è una divisione del gruppo francese Air Liquide ed è oggi la più grande azienda al mondo produttrice di attrezzature subacquee, presente in vari Paesi con filiali dai marchi prestigiosi. In origine, invece, Aqua Lung era il nome generico dato nei paesi anglosassoni all'autorespiratore di Cousteau-Gagnan ("Scafandre Autonome") e fu coniato da Henri Dolisie di Montreal (Canada). Poi fu brevettato negli Stati Uniti e da allora è sinonimo di autorespiratore.


JETSTREAM DEL 40° – I 1.000 erogatori Jetstream marcati 1958-1998 prodotti dalla svedese Poseidon in occasione del suo quarantennale e distribuiti in tutto il mondo, vistosissimi per il grande secondo stadio colore argento come il primo stadio, sono molto difficili da trovare anche sui mercatini dell'usato. E per questo sono iniziate da tempo le offerte patacca, per la verità semi-patacca. Ossia vengono proposti Jetstream composti dal  secondo stadio della serie suddetta assemblato ad un primo stadio solito, dato che sul mercato ci sono molti più secondi stadi del quarantennale che primi, sfornati dalla Poseidon per i desiderosi di un set octopus tutto argento. Quelli commemorativi sono invece specificamente marcati anche sul primo stadio. Il funzionamento non cambia, il valore per i collezionisti si, anche se per il momento fanno ancora parte del modernariato.

Novembre 2017

MARES - La rubinetteria SAFE del 1976 per bibombola era assolutamente particolare, non solo nelle dimensioni e nel peso. Per garantire sicurezza, l'attacco laterale al quale fissare l'erogatore di rispetto "pescava" sotto la riserva per cui, se la riserva per qualche motivo non si apriva, passando al secondo erogatore la si scavalcava. Viceversa, se si stava respirando dal secondo erogatore e la riserva non si apriva, passando a quello sull'attacco centrale si poteva utilizzare di nuovo tutta l'aria.


TECHNISUB - Le bombole ARALU degli anni "70 - "80 in buone condizioni sono ricercatissime dai collezionisti, soprattutto se hanno le vistose etichette rosse integre o quasi. Però attenzione alle differenze: quelle dei primi anni erano molto più spettacolari, infatti avevano il "baffo" in alto decisamente più largo del logo e non c'era cornice, mentre in seguito il baffo si è ristretto allineandosi con il logo, il tutto incorniciato da un bordino nero. Soluzione dapprima riservata al piccolo 4 litri, poi estesa alle bombole maggiori come si inizia a vedere dal catalogo del 1986 (Museo Virtuale > Bombole e Gruppi > Bombole).


SALVAS SHARK - Il fucile pneumatico Trident del 1966 è stato seguito un anno dopo dal Super Tident, realizzato completamente in acciaio inox per i clienti più esigenti. In giro non se ne vedono, per cui è da pensare che ne siano stati prodotti veramente pochi.


MARES - Anche il Vico Jet De Luxe del 1967 è stato proposto l'anno dopo in piccola serie tutto in acciaio inox, come dimostra chiaramente il peso: 2.600 grammi contro i 1.275 dello standard (Fucili > Mares > Vico Jet De Luxe inox.


SCAFANDRI PER CINESUB - Se ne sono visti di tutti i tipi negli anni pionieristici, ma uno è sicuramente unico per geniale semplicità. Lo descrive Rossella Paternò nel fascinoso articolo che racconta la vita incredibile di Leni Riefenstahl, fotografa e regista senza pari degli anni precedenti la seconda guerra mondiale (Hds Notizie, marzo 2016). Era ricavato da un pallone da calcio tagliato nel quale veniva inserita la cinepresa, con l'oblò costituito da uno spesso vetro incorniciato e imbullonato a tenuta. Funzionava egregiamente ed i risultati  intuiti con questo incredibile prototipo portarono alla realizzazione di quelle scafandrature che permisero, per la prima volta al mondo, di riprendere sott'acqua i tuffatori in occasione delle olimpiadi di Berlino del 1936.


CRESSI - In America lo chiamano HOOKAH, ossia narghilé, ed è l'elmo aperto alimentato dalla superficie attraverso una manichetta là ancora in uso per immersioni turistiche su bassi fondali. Da noi è praticamente sconosciuto e meraviglia scoprirlo sulla copertina del lontanissimo catalogo-listino Cressi del 1947, chiamato "Campana subacquea" ed elencato sotto il titolo "Mezzo scafandro per immersioni". Il prezzo è in bianco (Tecnica > Cataloghi e Loghi Aziende Sub > Cataloghi Completi - Catalogo Cressi 1947).


PORPOISE - È il primo erogatore al mondo a singolo tubo, presentato ufficialmente nel 1952 in Australia. Il suo prototipo risale al "49, quando era in circolazione da poco il CG45 di Cousteau. Nessuno sospettava a quel tempo che si potessero fare erogatori piccoli, pratici e di uso semplice invece di quelli enormi a due tubi. Il libro "The Porpoise" uscito anni fa in tiratura molto ridotta ne racconta tutta la storia con tanti particolari interessanti, ma era da tempo esaurito. Di recente ne è stata fatta una ristampa di 50 copie, si può tentare di averlo scrivendo a Mel Brown.


SOS - I decompressimetri DCP con cassa in plastica (kralastic) avevano nei primi anni un cinturino infilato tra due archetti metallici, bloccati in sedi ricavate all'esterno della cassa. Le sedi erano soggette a rompersi, finché dal 1964 il sistema cambia ed il cinturino diventa passante all'interno della cassa. È un particolare che permette di datare con maggiore precisione lo strumento che si ha in mano.