L'ORIGINE DELLE COSE

L'origine delle cose
di Luigi Fabbri

Avevano una discreta automomia e velocità, si guidavano tramite lunghi manubri ed erano anche armati con fucili Pellettier a CO2 anti-squalo.

Col decompressimetro analogico arriviamo a un'invenzione italiana. Presentato da De Sanctis e Alinari della Sos di Torino all'assemblea Cmas tenutasi a Barcellona nel 1959, è passato in tempi rapidissimi dalla diffidenza al boom commerciale, quasi subito presente in ogni parte del mondo marcato con i nomi delle diverse aziende che lo richiedevano alla piccola ditta torinese. Uno strumento che ha bruciato i lunghi tentativi di realizzare qualcosa di simile da parte di svariate aziende statunitensi, finiti tutti nel nulla. Il decompressimetro nei suoi sei modelli ha dettato legge per oltre due decenni, scalzato a quel punto dagli innovativi computer sub elettronici. Anche qui gran botta per il made in Usa, impegnatissimo nelle ricerche su questo fronte e battuto sul filo di lana da una minuscola entità svizzera, la DiveTronic che sul finire del 1982 presentò il Deco Brain firmato Hans Hass, come dire un nome una garanzia. Quasi un anno dopo arrivò il The Edge della Orca Industries americana, decisamente meno performante e ribattezzato The Brik (il mattone) da un giornalista tecnico buontempone, che consigliava a chi non se ne fidava di acquistarlo comunque potendo trasformarsi in un valido ferma-porte.

Uscendo dal settore attrezzature, in campo subacqueo ci sono altri primati che hanno sempre fatto discutere. Tra le riviste specializzate la palma spetta a The Skin Diver, fondata nel 1951 e diventata Skin Diver Magazine. L'ha seguita l'italiana Mondo Sommerso, il cui numero 1 è del luglio 1959.

Analoga classifica per le didattiche. La prima scuola subacquea ufficiale è stata la californiana Uicc nata nel 1953, per la cronaca precedendo di poco l'istituzione in Italia nel 1954 del centro federale di Nervi e dei corsi federali. Dalla Uicc dopo varie trasformazione prenderà vita la Naui.

Forse c'è dell'altro di cui meriterebbe valutare il primato di paternità, comunque le cose principali le abbiamo elencate. Se ci sono errori o qualche omissione importante preghiamo vivamente il lettore di segnalarcelo.

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