LE SORPRENDENTI ORIGINI DEL MISTRAL

Le sorprendenti origini del Mistral
di Maurizio Baldinucci

Anche se praticamente sconosciuto ai subacquei ipertecnologici e superattrezzati dei nostri giorni, il mitico erogatore Mistral (Fig. 1), è stato l’inseparabile compagno d'immersione per generazioni di subacquei che hanno avuto la fortuna di esplorare i fondali quasi incontaminati dei mari di casa nostra durante la fase primordiale di questo sport. Parliamo degli anni ’50 e ’60 durante i quali la cosiddetta “tribù delle rocce”, così soprannominata dal grande Duilio Marcante, affrontava con passione ed entusiasmo le immersioni con le attrezzature all’epoca disponibili, di gran lunga più primitive e meno performanti di quelle di oggi.

Fig. 1

Tra queste il Mistral rappresentò sicuramente uno degli elementi fondamentali e più diffusi, in quanto impiegato non soltanto dai primi subacquei sportivi ma anche da tante organizzazioni militari e professionali in quel periodo. Tuttavia questo erogatore, nella configurazione impiegata ed apprezzata da tanti subacquei italiani in quegli anni, fu il risultato di un lungo e paziente lavoro di progettazione e di sviluppo da parte dell’Ing. Emile Gagnan. Il quale, dal suo laboratorio di Montreal in Canada, continuò a produrre e sviluppare idee e brevetti per il suo datore di lavoro, il gruppo francese Air Liquide, lungo tutta la sua carriera lavorativa conclusasi con il pensionamento nel 1980.

Infatti Gagnan, dopo il lancio del primo autorespiratore ad aria nel 1946, il famoso CG-45 (Fig. 2), apparecchio brevettato congiuntamente a J.Y. Cousteau e prodotto da La Spirotechnique, azienda creata espressamente da l’Air Liquide per commercializzare questo tipo di prodotto, nel 1947 si era trasferito a Montreal, in Canada, presso la Canadian Liquid Air Ltd, la sussidiaria canadese dell’Air Liquide.

Fig. 2

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