COLLEZIONI & COLLEZIONISTI

Collezioni & Collezionisti
di Luigi Fabbri

Nasce prima la collezione o il collezionista? Probabilmente la collezione, casuale, spesso originata da pochi pezzi raccolti in momenti diversi. In un cassetto si scoprono un paio di coltelli a serramanico provenienti da chissà dove, un giro su Internet fa imparare che sono modelli da caccia di tanti anni fa. Ce ne sono altri nella stessa pagina, uno è troppo bello, un paio di click col mouse ed è nostro. Inevitabilmente ne seguiranno altri, la visita periodica ai mercatini virtuali o a quelli più affascinanti delle bancarelle è divertente, la ricerca di qualcosa di particolare diventa caccia al tesoro. Prima ancora di rendercene conto siamo diventati collezionisti di coltelli. O di erogatori, di elmi da palombaro, di fucili sub, di antiche scafandratura fotografiche. L'input iniziale potrà essere affatto diverso da quello ora immaginato, a non cambiare sarà il percorso successivo della ricerca, dell'inevitabile moltiplicarsi delle cose messe in fila.

Essere collezionisti è sano passatempo o sciocca perdita di tempo? È faccenda da misantropi o da esibizionisti? Preoccupante forma maniacale fine a se stessa o serio impegno storico-tecnico-culturale? Meglio lasciar perdere, sono decine le definizioni nelle quali si sono sbizzarriti grevi pensatori e mogli brontolone. Essere collezionisti è semplicemente una passione e come tale va vissuta, tiepida o bollente che sia. Piuttosto, cos'è una collezione? Il dizionario si limita a definirla una raccolta ordinata di oggetti dello stesso genere, tuttavia sembra logico fare delle differenze. Non tanto relative al numero di pezzi da cui è composta e nemmeno al loro valore, quanto ai criteri con cui viene portata avanti. La collezione ideale dovrebbe mirare al completamento di una serie, di un ciclo, di un periodo, traguardi quasi impossibili da raggiungere compiutamente però necessari riferimenti da non perdere di vista: ad esempio, si potrebbe tentare di mettere insieme tutti gli erogatori prodotti da un unico marchio storico, oppure tutti i coltelli da palombaro made in Usa, o gli elmi di produzione italiana, gli orologi sub militari, gli Aro. Una collezione, comunque, si può presentare molto più articolata, non monotematica, fino a comprendere varie epoche e tipologie di prodotti di uno stesso settore. Parecchi infatti si dedicano a erogatori, strumenti e accessori dall'èra pionieristica al modernariato, oppure perseguono qualsiasi cosa del campo palombari, dalle pompe agli elmi ai coltelli.

Di qualunque tipo sia, per parlare di collezione vera e propria ciascun pezzo dovrebbe essere fotografato e descritto in una scheda dove compaiano se non altro i suoi dati principali, tra i quali non può mancare la data almeno approssimata di produzione. Senza questo parametro ­diventa impossibile inquadrarlo nel tempo, incasellarlo nella famiglia epocale di cui fa parte. Se si è troppo pigri per una tale catalogazione niente di male, ma in tal caso è meglio parlare di raccolta anziché di collezione. Il significato appare analogo, eppure le parole stesse fanno intendere una maggiore importanza della prima, a cui fa riscontro il minore impegno richiesto dalla seconda. Una scelta molto comune quest'ultima, com'è facile constatare visitando i tanti siti e blog sul web. Alcuni mostrano serie interminabili di erogatori, elmi, fucili o strumenti, con invidiatissimi esemplari rari e preziosi che difficilmente riusciremo mai ad avere. Guardiamo, cerchiamo inutilmente, le informazioni non ci sono, non c'è nulla su nessuno di loro al di là di una marca, un nome, a volte nemmeno quello. Un vero peccato.

Allora come si fa a reperire le notizie desiderate? Sicuramente la rete rappresenta la via più semplice e il sito su cui stiamo scrivendo, in continua espansione, è nato proprio con lo scopo di dare il massimo dei ragguagli su quanto riguarda il campo scuba, dell'immersione autonoma. Le centinaia di foto ad alta risoluzione, le schede tecniche, i files delle datazioni sono senza dubbio di grande aiuto per conoscere o riconoscere i particolari di attrezzature di tutti i tipi.
Nel caso il tempo e la pazienza dedicati al computer non portino a risultati soddisfacenti, occorre necessariamente indirizzarsi al mondo cartaceo, libri e cataloghi dell'epoca, riviste specializzate, pubblicità, manualetti d'istruzione. La strada per scovarli porta di nuovo ai mercatini. Ma siamo certi dell'attendibilità delle notizie ricavate? Avendo in mano i listini o i cataloghi di diversi anni consecutivi di un'azienda e incrociandone i dati possiamo toglierci ogni dubbio, invece non fidiamoci ciecamente di una pubblicità, di una data o una specifica tecnica riportate in un libro, un articolo, soprattutto su Internet. Gli errori sono dietro l'angolo per tutti e hanno la tendenza a copiarsi l'uno con l'altro, espandendosi a macchia d'olio.

Se spiace la purtroppo diffusa mancanza di informazioni tecnico-storiche nei siti, lascia perplessi anche il vedere la scarsa cura riservata ai pezzi orgogliosamente mostrati, non di rado sporchi da anni d'abbandono e lasciati nello stato in cui sono stati trovati. Ci riferiamo alla mancanza di semplice pulizia, quella ottenibile in pochi minuti con acqua e sapone, una brusca o un bruschino, aceto o qualche preparato apposito per il calcare, uno straccetto imbevuto di benzina per i residui di grasso. Non parliamo di restauro, sono due cose diverse e il discorso porterebbe lontano. Stiamo attenti piuttosto ai falsi o taroccati, nei quali una grossa incrostazione, un'ossidazione o un accumulo di sporco difficile da eliminare in effetti possono essere stati procurati ad arte per camuffare qualcosa. Perfino certi adesivi vanno guardati con sospetto, possono nascondere uno sfregio o peggio.           

Tutti questi problemi comuni a chi porta avanti le proprie preziose raccolte o collezioni sembrano interessare decisamente meno una terza categoria, quella degli "accumulatori". Persone serissime dedite ad acquisire di tutto e di più, apparentemente senza uno scopo. Hanno montagne di oggetti di categorie diverse, a volte doppi, tripli, quadrupli, eppure continuano a procurarsi dell'altro. Non fanno suddivisioni per settori, non compilano schede e nemmeno elenchi, chissà se hanno idea di cosa possiedono. Accumulano per la propria soddisfazione, per il puro divertimento di cercare e trovare. Ed è, alla fine, quello stesso divertimento che dà la carica anche ai collezionisti più seriosi.

Qualcuno ogni tanto vende qualcosa, ma non sembra il commercio la finalità. I commercianti sono altri. Com'è logico per chi fa il loro mestiere, acquistano al costo minimo possibile per rivendere rapidamente al prezzo massimo realizzabile. Molto preparati, spesso sono anche accurati collezionisti, così il loro impegno si divide tra la passione per la collezione e il desiderio di guadagno. Ad alcuni non sono simpatici perché mischiano il sacro col profano, tuttavia possono essere preziosi per disfarsi di cose complicate da vendere, per procurarsi un pezzo particolare altrimenti difficile da reperire; inoltre, hanno ogni interesse a farsi un nome di affidabilità e questo evita in genere le spiacevoli sorprese sempre in agguato negli acquisti da sconosciuti.

Dai commercianti certo non si risparmia, per quanto il prezzo "giusto" sia difficile da definire. Attenzione a non prendere come riferimento gli importi richiesti nelle offerte, possono essere sballati per l'ottimismo del venditore o gonfiati per il tentativo di qualcuno interessato a falsare il mercato. Il sistema è semplice, antico, e consiste nel mettere in vendita due o tre volte un qualcosa a un prezzo altissimo, diciamo 1.000, poi ripetere l'offerta con nomi e foto un po' diverse una volta a 900 e l'altra a 1.100. Nessuno compra ma si insinua l'idea di un valore. Poco tempo dopo, con qualche altra differenza apparente, l'oggetto viene proposto a 600. Un risparmio notevole, sembra un buon affare, poi lo sprovveduto acquirente qualche giorno dopo scopre che il giusto sarebbe stato 300. Quindi nelle valutazione vanno prese in considerazione esclusivamente le vendite andate a buon fine, facendo un'attenta media dei prezzi effettivamente pagati. Il risultato darà un'indicazione finalmente attendibile del vero valore di mercato di quel determinato oggetto, con le variazioni percentuali dovute alle sue condizioni, alla presenza o meno di eventuali accessori.  

 

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